Hi, I’m Andrea Patruno. I’m a freelance photographer and director based in Milan, working across advertising, fashion and film. I collaborate with brands and agencies to craft striking imagery and compelling narratives, from concept to final cut. My practice spans photography, filmmaking and creative direction, with a strong focus on cross-media campaigns that blend luxury, fashion and storytelling. Beyond shooting and directing, I contribute as a creative advisor and digital designer, helping teams shape visual identities and online presence. I’m passionate about experimenting with new media and techniques, while keeping the process collaborative and client-focused.

Andrea Patruno

Hi, I’m Andrea Patruno. I’m a freelance photographer and director based in Milan, working across advertising, fashion and film. I collaborate with brands and agencies to craft striking imagery and compelling narratives, from concept to final cut. My practice spans photography, filmmaking and creative direction, with a strong focus on cross-media campaigns that blend luxury, fashion and storytelling. Beyond shooting and directing, I contribute as a creative advisor and digital designer, helping teams shape visual identities and online presence. I’m passionate about experimenting with new media and techniques, while keeping the process collaborative and client-focused.

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Hi, I’m Andrea Patruno. I’m a freelance photographer and director based in Milan, working across advertising, fashion and film. I collaborate with brands and agencies to craft striking imagery and compelling narratives, from concept to final cut. My practice spans photography, filmmaking and creative direction, with a strong focus on cross-media campaigns that blend luxury, fashion and storytelling.

Beyond shooting and directing, I contribute as a creative advisor and digital designer, helping teams shape visual identities and online presence. I’m passionate about experimenting with new media and techniques, while keeping the process collaborative and client-focused.

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Language

Italian
Fluent
English
Fluent
Spanish; Castilian
Intermediate

Work Experience

Freelance Photographer at Self-employed
September 1, 2013 - Present
Freelance photographer focusing on advertising and fashion shoots, delivering visual content for brand campaigns.
Freelance Advertising and Fashion Director at Self-employed
September 1, 2013 - Present
Lead creative direction for advertising and fashion projects, coordinating concept development and production.
Advertising Filmmaker and Photographer at HERMÈS
June 4, 2019 - January 1, 2023
Produced and shot campaigns for Hermes, handling concept, direction and post-production for fashion content.
Creative Advisor for Media Contents at BOCCONI UNIVERSITY
May 2, 2017 - June 3, 2019
Provided strategic creative guidance for media contents and communications.
Manager of the Creative Database at HIMEDIA GROUP
December 3, 2016 - January 22, 2017
Managed the creative asset database, including metadata organization and accessibility.
Advertising Video-Maker at THE MUSIC MILL
December 10, 2015 - January 3, 2016
Produced advertising video content, coordinating concepts, filming and editing.
Web Designer at YOUNG & RUBICAM
December 7, 2014 - January 4, 2015
Developed digital assets and website interfaces for campaigns and clients.
Art Direction Intern at YOUNG & RUBICAM
January 7, 2014 - August 29, 2014
Assisted art direction for campaigns and creative assets, supporting senior teams.
Art Direction Intern at Falmouth University
September 2, 2013 - December 27, 2013
Internship focusing on 3D Animations & Visual Effects as part of the program.

Education

3D Animations & Visual Effects at Falmouth University
September 1, 2014 - July 1, 2017
Visual Arts and Computer Graphics at Liceo Artistico Statale Umberto Boccioni
September 1, 2008 - June 1, 2013

Qualifications

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Industry Experience

Media & Entertainment, Professional Services
    uniE621 La Tenacia di un Sogno
    Nel silenzio dello studio, quando la luce filtra come polvere dorata e le ombre si allungano a toccare i muri, il corpo comincia a parlare. Ogni respiro è ritmo, ogni gesto è promessa. È qui che nasce la danza — non sul palcoscenico, ma nel ventre della fatica, dove la grazia si forgia nel sudore e la bellezza si misura nel peso della perseveranza. C’è un momento, tra l’ombra e la luce, in cui la danza smette di essere performance e diventa confessione. È lì che ho scelto di guardare. In Lidia Carew ho trovato la forza di chi non si arrende, ma anche la vulnerabilità di chi si affida al proprio sogno con totale sincerità. La sua danza vive in quell’intervallo fragile tra la tensione e il respiro, tra la disciplina e l’abbandono. Ogni movimento sembra oscillare tra controllo e libertà, tra luce e ombra — un equilibrio che racconta più dell’esibizione stessa. Questo progetto non vuole mostrare soltanto la performance, ma ciò che la precede: il lavoro, la concentrazione, la fatica invisibile. Perché è lì, tra il suono del respiro e il battito dei passi, che emerge la verità dell’artista. La Tenacia di un Sogno è, in fondo, una riflessione sul processo creativo — su quella ricerca instancabile che appartiene a chi sceglie di inseguire la propria visione fino in fondo. photo logo designer illustrator designer
    paper Gente di Hong Kong

    Hong Kong è un luogo che sfugge a ogni definizione.
    È una città che non si lascia afferrare, che muta continuamente sotto lo sguardo, costringendo chi la attraversa a rinunciare a qualsiasi tentativo di sintesi.
    Ne sono rimasto catturato dal ritmo unico — una fusione incessante di passato e futuro, silenzio e frenesia, di tradizioni che resistono ostinatamente tra le ombre del cemento e le luci al neon.

    Camminando per le sue strade, mi sono trovato sospeso tra mondi che coesistono senza mai davvero toccarsi. Anziani intenti a cucinare lentamente, avvolti dal vapore delle loro zuppe, sembravano muoversi in un tempo dilatato, quasi immobile; pochi passi più in là, torri di vetro si innalzavano verticali come promesse di un domani incerto, riflettendo il cielo e cancellando ogni riferimento umano. In questo continuo slittamento tra intimità e vertigine, la città sembrava respirare a più velocità, imponendo il proprio passo a chiunque tentasse di comprenderla.

    Hong Kong è una città che va vissuta a piedi. Solo così è possibile coglierne le fratture, i dettagli minimi, i passaggi improvvisi dalla folla alla solitudine. Perdersi diventa una forma di ascolto, un modo per lasciarsi attraversare dai suoi contrasti e dai suoi ritmi segreti, accettando di non avere il controllo, di essere semplicemente presenti.

    Con questo progetto ho cercato di raccontare Hong Kong così come l’ho percepita: un intreccio fragile di tensione e armonia, di caos e intimità. Non una narrazione lineare, ma una serie di frammenti, di incontri fugaci, di equilibri precari. Il bianco e nero, con i suoi estremi e le sue infinite sfumature, si è imposto come linguaggio naturale per rivelarne l’anima — non per sottrazione, ma per necessità — un’anima fatta di chiaroscuro, dove ogni luce proietta un’ombra e ogni ombra custodisce una storia non detta.

    Hong Kong è un luogo di contraddizioni e connessioni, di movimento incessante e bellezza effimera. Una città che si consuma nel proprio slancio, che appare e scompare nello stesso istante. Attraverso queste immagini ho cercato di trattenere il momento in cui tutto questo si ricompone, anche solo per un attimo — prima che svanisca di nuovo nel suo vortice.

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    paper Custodi del Monte Sinai

    Il Sinai, regione di cruciale importanza geografica e storica, è da millenni un crocevia di culture, religioni e tradizioni antiche. La sua posizione tra Africa e Asia e la vicinanza a importanti centri religiosi hanno reso questa penisola un luogo di straordinario valore per l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam, oltre che dimora di diverse comunità beduine. Il Monastero di Santa Caterina rappresenta uno degli esempi più emblematici di come il Sinai sia stato, nel tempo, un centro di spiritualità e un punto d’incontro tra differenti tradizioni religiose.

    Nell’Ebraismo, il Sinai è noto soprattutto come il luogo in cui Mosè ricevette da Dio le Tavole della Legge. La montagna, conosciuta anche come Jebel Musa (Monte di Mosè), è considerata sacra e segna una tappa fondamentale nel cammino del popolo d’Israele dall’Egitto verso la Terra Promessa.

    Anche per il Cristianesimo il Sinai riveste un’importanza profonda. Il Monastero di Santa Caterina, fondato nel VI secolo dall’imperatore Giustiniano, è uno dei più antichi luoghi di pellegrinaggio cristiano. Si ritiene sia stato edificato nei pressi del roveto ardente e custodisca le spoglie di Santa Caterina d’Alessandria.

    Nell’Islam, il Sinai possiede a sua volta un forte significato religioso, legato alla figura del profeta Musa, riconosciuto, come nell’Ebraismo, tra i principali profeti.

    I beduini del Sinai, prevalentemente musulmani, praticano una religiosità che intreccia elementi del sufismo e dell’Islam popolare. Molti di loro considerano il deserto un luogo di purificazione spirituale e di incontro con il divino.

    La tribù Shibelliah è l’unica, tra le diciassette del Sinai meridionale, a risiedere nei pressi della catena montuosa di Santa Caterina. Originari di alcune regioni della Giordania, si stabilirono ai piedi del Jebel Musa dopo la visione del roveto ardente e contribuirono alla costruzione del monastero in questo luogo sacro.

    Sebbene il Monastero di Santa Caterina sia un centro cristiano, i beduini locali lo rispettano come luogo sacro e alcuni praticano una forma di sincretismo religioso, unendo la fede islamica alla venerazione di siti e figure cristiane.

    La tradizione nomade beduina si è trasformata nel tempo, anche sotto l’influenza del turismo, ma la loro spiritualità resta profondamente radicata nei luoghi sacri e nelle leggende locali. La storia delle relazioni tra le tribù del Sinai e i monaci, così come il loro contributo alla protezione dei siti religiosi, costituisce un elemento fondamentale del contesto storico e spirituale della regione…

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    paper Modulazioni per Forma di Luce

    L’uovo, la forma perfetta per eccellenza, da sempre idealizzato, viene qui destrutturato attraverso la luce, un unico punto luce modellato attraverso tagli e riflessi, per enfatizzare le sue sinuosità, ma allo stesso tempo nascondendone le sue forme.

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    paper Rinunciare al Mestiere?

    "Me lo ricordo molto bene, al mio villaggio c’era una lunga bancarella di pescatori. La mia mamma vendeva la verdura e io mi divertivo a girare qua e là. Mi piaceva tanto andare alla bancarella dei pescatori, dove guardavo a occhi spalancati i pesci ancora vivi. Ricordo un pescatore con la faccia quadrata, alto, austero, l’espressione del suo viso era piena di preoccupazioni, i pantaloni alzati fino al ginocchio. Mostrava i piedi neri e forti, le unghie ingiallite, poiché sempre immerse nel fango del fiume. Con gli occhi preoccupati, si sedeva su un muretto e guardava i suoi cesti pieni.”

    Così, con questo emozionante ricordo, mi accolse sulla sua canoa il pescatore che mi portò sotto le sue reti…

    Da infinite generazioni, il Mekong scorre trasportando il ricco terriccio che fertilizza il rigoglioso delta. Nella piana alluvionale di Thói, Vietnam, si affaccia un villaggio di pescatori, nessuno lo nota vedendo le piccole e mal messe barchette di bambù. Quest’area, un tempo, abbondava di pesci; bastava attendere la bassa marea e gettare la rete. I campi venivano coltivati per un solo raccolto, poi li si inondava, di modo che potessero diventare l’ambiente ideale per gamberi e granchi. La loro vita sembra tranquilla, tuttavia da circa 30 milioni, si è passati a 80 milioni di persone. L’economia cresce, ma il cibo scarseggia. Si sono iniziati ad impiegare modalità di pesca più moderne, i campi sono inquinati da pesticidi tossici che portano alla distruzione dell’ecosistema. L’attività di pescatore sta per scomparire.
    Rinunciare al mestiere? É la domanda più difficile della loro vita.

    In questo progetto ho voluto raccontare una delle tante storie del popolo vietnamita, che si trova costretto ad affrontare una crisi ambientale catastrofica.
    Durante il mio viaggio ho avuto modo di ammirare meravigliosi paesaggi, talmente belli che spesso mi son chiesto se fossero reali. Tuttavia, per gli abitanti del paese è ormai un’abitudine bruciare rifiuti e spazzatura a bordo delle strade, forse come a pensare: “se non lo vedo più, il problema non esiste”.

    Sono stato particolarmente colpito nel visitare la baia di Lan Ha, più piccola e meno famosa rispetto a quella di Ha Long, che ho esplorato a bordo di un kayak. La natura, qui, è stata privata della sua purezza soprattutto a causa del turismo di massa. Dal mio kayak ho visto in prima persona crociere di quattro piani che si aggirano tra le splendide “montagne galleggianti” inquinando le acque, rilasciando oli e altri materiali tossici. Ogni tipo di rifiuto galleggiava intorno a me: lattine, pezzi di polistirolo, bottiglie di plastica, spazzolini da denti. Nel mio…

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